
giovedì, dicembre 30, 2004
» 21:24
[commenti (3)]
Con tutti i gestori di telefonia: 3, Omnitel, Tim, Wind. Mandate un sms al numero 48580, per l'iniziativa di beneficenza in favore delle popolazioni asiatiche colpite dal maremoto. Un euro per un grande gesto di solidarità.
Words written by Sug4r
martedì, dicembre 28, 2004
» 16:28
[commenti (5)]
...Quello che faccio, non è mai abbastanza...
Words written by Sug4r
venerdì, dicembre 24, 2004
» 22:29
[commenti ]
Basta tristezza!.....Rock 'n' Roll!!!!!!
Words written by Sug4r
» 18:45
[commenti ]
Uscire fuori, vedere i negozi impreziositi da luci colorate e addobbi. Voglia di festeggiare, qualcosa che ha lasciato sempre a bocca asciutta le mie aspettative.
*Delusione*
Consumismo, ecco l’unica cosa che scorgo in questo periodo così acclamato.
*Squallore*
Mentre pensieri di tristezza attanagliano la mia mente. Odiare una festa, perché non posso sentirla mia. E immaginare una cena ricca, mentre tanti luci illuminano di porpora la tua pelle. E regali scartati con incredula curiosità, risveglieranno la tua anima infantile.
*Tutto si sgretola*
Cresce la rabbia intrisa alla solitudine. Mentre tutto quello in cui avevi creduto non c’è più. Un lampo di genio, ti porta alla realtà. Era utopia, solo falsità.
*URLAAAAAA!!!*
...finché hai voce in corpo...
Words written by Sug4r
mercoledì, dicembre 15, 2004
» 16:19
[commenti ]
Fluo - Isabella Santacroce
Tutt’a un tratto mi sento veramente sola. Unica anima sopra atolli senza verde. Un attacco di panico angoscioso paralizza la mia mente e accelera il mio cuore. Forse sverrò e cadrò per terra e tutti penseranno che sono una disgraziata ragazzina un po’ puttana scappata di casa. Saranno tutti curiosi e nessuno chiamerà un’ambulanza e nessuno mi toccherà per paura di chissà quali mortali infezioni. Io sarò a terra con i capelli viola davanti la faccia e le ciabatte marocchine saltate chissà dove e calpestate,calpestate fino a distruggersi. Una vecchia coi i capelli tipo Miss Marple dirà con la voce acidamente disgustata: “Che brutta marmaglia i giovani d’oggi. Che brutta roba. Guarda che capelli da disgraziata. È una vergogna. Poveri genitori. Più gli danno e più loro li trattano a pesci in faccia. Che schifo!”. E io stesa, magari con gli occhi spalancati immobili e tutta quella brava gente che si ferma e guarda impaurita e curiosa di vedere strane reazioni drogherecce. Forse verrò anche calpestata ripetutamente e trasformata in poltiglia acquosa e i ragazzini giocheranno a scivolarci sopra e faranno dello skate acrobatico sui miei resti. Tempo fa ho visto un gatto morente sull’asfalto e sadico-bimbi aspettare altre ruote per godere di altro sangue. Nella testa Julian Cope mi martella il cervello. Vorrei nascondermi in qualche angolo di questo stramaledetto viale. Vorrei essere in chiesa tra candele e immagini sacre, lontana dal ritmo stonato del mondo. Ascoltare un organo liturgico che suona, respirare incenso, rilassarmi guardando vecchiette con il fazzoletto prese a pregare nelle prime panche. Alle elementari andavo a scuola dalle suore. Non era male. Per farmi ridere si toglievano il velo, molte avevano i capelli corti sotto. La mia preferita assomigliava a Isabella Rossellini. Anche lei aveva i capelli corti ma era molto più bella delle altre. Si è innamorata e ha mollato tutto. C’è chi dice che le suore siano lesbiche, che i frati siano froci e che i preti se la facciano con le mogli degli uomini. Un radione urla Longview dei Green Day. Mi siedo in un angolo di una panchina super affollata per non cadere e dare il mio corpo stravagante in pasto ai lupi.
Words written by Sug4r
domenica, dicembre 05, 2004
» 00:33
[commenti (3)]
Il Vampiro
Come una coltellata tu che a me
entrasti nel pavido cuore;
che forte come una mandra
di diavoli, folle e agghindata,
del mio spirito umiliato
hai fatto il tuo letto e il tuo regno;
-infame che a te mi leghi
come il forzato alla catena,
al gioco il giocatore incarognito,
l'ubriaco alla bottiglia,
la carogna ai suoi vermi
-maledizione a te, maledizione!
La rapida spada ho pregato
di darmi la libertà,
al perfido veleno ho domandato
soccorso per la mia viltà.
Ahimè! che spada e veleno
mi hanno risposto con sdegno:
<
alla tua maledetta schiavitù;
se anche del suo poter
ti liberassimo, idiota!
il cadavere del tuo vampiro
resusciterebbe ai tuoi baci>>.
[Charles Baudelaire]
Words written by Sug4r
sabato, dicembre 04, 2004
» 22:26
[commenti ]
Non potevo dirti il perchè lei si sentiva in quel modo,
Lei si sentiva così ogni giorno.
Non potevo aiutarla,
La guardavo solamente fare ancora gli stessi sbagli.
Che succede, che succede ora?
Tanti, tanti problemi.
Non si sa a cosa o a chi appertanga lei.
Vuole andare a casa, ma non c'è nessuno.
E' li che lei si riposa, a pezzi nel profondo.
Con nessun posto dove andare, nessun posto dove asciugare i suoi occhi.
A pezzi nel profondo.
Apri i tuoi occhi e guarda al di fuori, trova la ragione del perchè.
Sei stata respinta, e ora non riesci a trovare quel che hai lasciato
indietro.
Sii forte, sii forte ora.
Tanti, tanti problemi.
Non si sa a cosa o a chi appartenga lei.
Vuole andare a casa, ma non c'è nessuno.
E' li che lei si riposa, a pezzi nel profondo.
Con nessun posto dove andare, nessun posto dove asciugarsi gli occhi.
A pezzi nel profondo.
Nasconde i suoi sentimenti.
Non trova i suoi sogni.
Sta perdendo la testa.
E' rimasta indietro.
Non riesce a trovare il suo posto.
Sta perdendo la speranza.
Ha perduto la grazia di Dio.
Lei è dappertutto... Oh
Vuole andare a casa, ma non c'è nessuno.
E' li che lei si riposa, a pezzi nel profondo.
Con nessun posto dove andare, nessun posto dove asciugare i suoi occhi.
A pezzi nel profondo.
Si è persa nel profondo, persa nel profondo...oh oh
Si è persa nel profondo, persa nel profondo...oh oh
[Avril Lavigne (Nobody's Home)]
Words written by Sug4r
venerdì, dicembre 03, 2004
» 16:22
[commenti (1)]
""Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò
il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue
mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto
sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco
i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.""
[Dal diario di:Edvard Munch]
Words written by Sug4r
giovedì, dicembre 02, 2004
» 23:56
[commenti ]
Destroy – Isabella Santacroce
A volte penso troppo. Quando il mio corpo vaga solo al quinto piano e le stanze me sembrano talmente vuote da poterci pattinare ad alta velocità, la parte più odiosa della mia psiche lavora freneticamente partorendo mostri alati e la solitudine mi compre con il suo impetuoso manto degno di decadenti poesie fine Ottocento. Tutto assassino in momenti simili. Non posso mangiare quando certe dimensioni s’impadroniscono della mia debole mente invadendo protezioni sottili come carta velina. Il solo rumore di un cracker masticato con cautela può innervosirmi, e se proprio la fame piange devo alzare notevolmente il volume del Sony e sedermi vicino le casse per poter deglutire senza terrore commestibilità vitali. Frantumare vetrate con la testa. Procurarmi lesioni semi-letali. Urlare al megafono voglio delle Dr. Martens senza para. Sventolare una bandiera svizzera dalla lunga asta appuntita e poi lasciarla con forza trafiggendo qualche ignaro passante. Se pensi troppo finisci per sentirti il più bastardo dei bastardi, e nessun carnevale può divertirti e sei solo depresso, concludi così, sei solo depresso e adesso apri la porta, aspetti qualche secondo l’ascensore e scaraventi le tue gambe per strada, che qualcosa di geniale succederà. E allora la porta la apro e quasi dimentico il cappotto dalla frenesia di sentire strada stronza sotto le mie scarpe. Cammino aspettando che qualcosa di geniale mi riporti in vita e lo faccio con destrezza, e guardo tutto quello che ho attorno con nuovo interesse, mi soffermo sulle insegne, raccolgo giornali abbandonati, saluto persone mai viste, entro in qualsiasi posto aperto ordinando birra che a volte bevo e a volte regalo al vicino di braccio. È come non esserci, cattiva proiezione di cui non ricordi la data e devo toccarmi continuamente per accertarmi che ci sono, che è tutto presente quello che vedo. Stato confusionale, forse. Difficile da decifrare stati d’animo del genere se non se ne ha voglia. Tutta colpa della voglia e delle sue molteplici forme. Voglia di sesso, di gelato al limone, di morire, di studiare latino, di telefonare, di ascoltare bollettini nautici, di lavarsi i denti, di vomitare, di baciare e ancora, ancora, ho ancora voglia. Guardo finestre accese e ne immagino l’atmosfera all’interno, al di là del vetro, cerco di capire che cazzo mai sta succedendo lì dentro, se chi ci abita è talmente felice da divertirsi incredibilmente guardando un qualsiasi idiota telefilm americano, o è così triste e incazzato da non rendersi conto che sua moglie stesa davanti a lui è di un bello inverosimile. Intanto cammino captando umori e conversazioni che mi flashano a millimetri e continuo a pensare che veramente se solo volessi qualcosa di geniale potrebbe travolgermi con violenza in qualsiasi istante.
Words written by Sug4r
È così che succede: affondiamo una mano nel caos furibondo, raccogliamo qualche piccolo oggetto luccicante e ci aggrappiamo a esso. Ripetendoci che quella cosa ha un senso, che il mondo è buono,che noi non siamo cattivi e che alla fine torneremo a casa.
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